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Oggi ritiriamo: Oro 18kt 52 €/gr · Platino 20 €/gr · Palladio 18 €/gr

Aggiornato il 13 luglio 2026 · 6 min di lettura · dalla bottega 1MI

Come vendere oro usato: documenti, valutazione e tasse, spiegati da un orafo

Per vendere oro usato servono la maggiore età e un documento d'identità valido: l'operatore compila la scheda dell'operazione prevista dalla normativa antiriciclaggio. Il gioiello viene pesato a vista e pagato secondo la quotazione del giorno — da noi l'oro 18kt vale 52 € al grammo — con pagamento immediato nei limiti di legge.

«Ho un cassetto pieno d'oro che non metto più: come faccio a venderlo?» È una delle domande che sentiamo più spesso al banco di Via Solferino 2, subito seguita da «quali documenti servono?» e «quanto mi date al grammo?». Vendere oro usato è un'operazione semplice e perfettamente legale, ma regolata da norme precise che pochi conoscono — e proprio quelle norme sono la vostra migliore tutela. In questa guida spieghiamo chi può vendere, cosa portare, come si calcola il prezzo e quali errori evitare, con i numeri veri che applichiamo ogni giorno.

Chi può vendere oro usato e quali documenti servono?

Può vendere oro usato qualsiasi persona maggiorenne con un documento d'identità in corso di validità: carta d'identità, passaporto o patente. Niente documento, niente vendita — non è una scelta del negoziante, è la legge. La normativa antiriciclaggio impone all'operatore di identificare il venditore e di compilare una scheda dell'operazione con i dati del cliente, la descrizione degli oggetti, il peso e l'importo pagato, da conservare per anni. L'operatore stesso, poi, deve essere iscritto al registro dei compro oro tenuto dall'OAM.

Sembra burocrazia, ma è una protezione per voi: la tracciabilità rende difficile ricettare oro rubato e vi lascia una prova documentale della vendita, con peso e prezzo nero su bianco. Diffidate di chi propone di «fare senza documento»: sta violando la legge e vi sta esponendo a un rischio inutile.

Come funziona la valutazione al banco?

Una valutazione seria si fa in tre passaggi, tutti davanti ai vostri occhi. Primo: la verifica del titolo, cioè della purezza — il punzone 750 indica oro 18 carati, ma da solo non basta, quindi si controlla con la pietra di paragone o con il tester elettronico. Secondo: la pesatura a vista, su bilancia omologata, mai nel retrobottega. Terzo: il calcolo, grammi per quotazione del giorno. Da noi la quotazione è esposta: paghiamo l'oro 18kt 52 € al grammo e il platino 20 € al grammo. Chiusure in acciaio, molle e pietre vengono scontate dal peso: è normale, e ve lo mostriamo pezzo per pezzo.

Pagamento e tasse: cosa dice la legge?

Il pagamento è immediato: uscite dal negozio con il ricavato della vendita. In contanti, però, solo entro la soglia fissata dalla legge per i compro oro; oltre, si paga con bonifico o assegno — tracciabile, il che è un vantaggio anche per voi, perché fa da ricevuta. Sul fronte fiscale: per i gioielli di famiglia — l'anello della nonna, la catenina spaiata, l'orecchino rimasto solo — normalmente non c'è nulla da dichiarare, perché non sono oro da investimento. Il discorso cambia per lingotti e monete, dove un'eventuale plusvalenza è tassata. Per importi rilevanti, due minuti col vostro commercialista tolgono ogni dubbio.

Quali errori evitare quando si vende oro usato?

  • Vendere a peso un gioiello firmato o antico: un anello di una grande maison o una spilla Liberty possono valere due o tre volte il solo metallo. Quando ci accorgiamo che un pezzo vale più del suo peso, ve lo diciamo — anche se a noi converrebbe tacere.
  • Accettare una pesatura fuori dalla vostra vista: la bilancia deve stare davanti a voi, sempre.
  • Non confrontare la quotazione: deve essere esposta e chiara, in euro al grammo per ogni titolo.
  • Vendere tutto in blocco sotto pressione: fatevi valutare pezzo per pezzo, con calma. L'oro non scade.
  • Dimenticare l'alternativa: il vostro oro può diventare un gioiello nuovo. Un anello su misura fuso partendo dal vostro metallo parte da 600 €.

Perché scegliere una gioielleria storica e non un compro oro anonimo?

Un'insegna nata ieri può sparire domani; una gioielleria che compra oro nella stessa via dal 1880 ha una reputazione da difendere ogni giorno, da quattro generazioni. Per voi significa quotazione esposta senza sorprese, pesatura a vista, la competenza per riconoscere un pezzo firmato o d'epoca prima che finisca in fusione, e la possibilità di trasformare invece di vendere. Nella pagina Compro oro Novara del nostro sito trovate come funziona il servizio nel dettaglio, e tra le creazioni personalizzate vedete cosa può nascere dal vostro vecchio oro. Portateci i pezzi anche solo per una valutazione: è gratuita e non vi impegna a nulla.

Volete vederli dal vivo? Siamo in Via Solferino 2 a Novara, martedì–domenica 9:00–18:00.

Come funziona il nostro compro oro

Domande frequenti

Posso vendere oro usato senza documento d'identità?

No. La normativa antiriciclaggio obbliga l'operatore a identificare il venditore con un documento in corso di validità e a registrare l'operazione. Chi accetta oro senza documento opera fuori legge. Il documento tutela anche voi: la scheda dell'operazione è la prova scritta di oggetti consegnati, peso e importo pagato.

Quanto viene pagato l'oro usato al grammo?

Dipende dal titolo e dalla quotazione del giorno: da noi l'oro 18kt (750 millesimi) è pagato 52 € al grammo, il platino 20 € al grammo. La quotazione è esposta in negozio e segue il fixing internazionale: prima di vendere, confrontatela sempre con il prezzo di borsa.

Devo pagare tasse se vendo i gioielli della nonna?

Normalmente no: i gioielli personali e di famiglia non rientrano nel regime fiscale dell'oro da investimento, quindi la vendita non genera imposte. Lingotti e monete sono un caso diverso, con eventuale tassazione della plusvalenza. Se gli importi sono rilevanti, verificate la vostra situazione con un commercialista.

Il pagamento è davvero immediato?

Sì: valutazione, pesatura e pagamento avvengono nella stessa visita. In contanti solo entro i limiti previsti dalla legge per i compro oro; per importi superiori il pagamento è tracciabile, con bonifico o assegno — che vale anche come ricevuta della vendita.